Ripartiamo dall’Artigianato Artistico

Associazione Villa Fabris firma l’appello del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico rivolto ai decisori politici: quale futuro dopo il COVID?

Il grave stato di crisi attuale, conseguenza dell’emergenza Coronavirus, rischia di incidere negativamente, in modo molto pesante, sull’intero sistema economico, produttivo e imprenditoriale italiano, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro.
In questo contesto complesso e preoccupante, il settore dell’artigianato artistico e tradizionale si trova purtroppo in una situazione di estrema fragilità, mettendo a rischio anche la sopravvivenza di un importantissimo patrimonio culturale, di tradizioni e di tecniche tramandate da secoli, che hanno contribuito in larga parte alla definizione del Made in Italy e dell’immagine dell’Italia nel mondo.

I rappresentanti del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico, formato dai soggetti sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico – documento programmatico lanciato nel 2010 a livello nazionale e internazionale proprio per tutelare, promuovere e valorizzare il settore dell’artigianato artistico e tradizionale – vogliono accendere i riflettori su questo settore specifico dell’economia italiana che richiedere particolare attenzione.

Alla fine del I trimestre 2019 le imprese artigiane dell’artigianato artistico e tradizionale risultavano in tutto 288.302 con 801.001 addetti: rappresentano il 22,2% delle imprese artigiane ed il 28,2% degli addetti dell’artigianato nazionale1.

Il peso del settore è quindi significativo, ma ancora più importanti sono le caratteristiche peculiari che fanno dell’artigianato artistico un elemento basilare dell’economia e della manifattura italiana; un fattore costituente dell’identità, delle tradizioni e della cultura dei luoghi; una componente fondamentale dell’offerta turistica dei nostri territori; un’industria creativa che molto può dare alle giovani generazioni in cerca di una strada professionale e imprenditoriale.
Proprio queste peculiarità rendono necessarie strategie e politiche mirate, che tengano conto della complessità e delle potenzialità del mondo dell’artigianato artistico e tradizionale.

La Carta dell’Artigianato attribuisce all’artigianato artistico tre valori fondamentali che non possono essere ignorati dai decisori. Rappresenta una risorsa economica e produttiva fondamentale fatta da microimprese, da laboratori radicati nei territori; costituisce un patrimonio culturale unico frutto di una tradizione artistica e produttiva secolare, depositaria di conoscenze anche in rapporto a settori culturali molto diversi; l’artigianato infine influenza il tessuto sociale, crea occupazione, stabilità sociale, sviluppo economico sostenibile.

Il Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico propone una riflessione accurata e auspica un’attenzione particolare da parte dei decisori per questo settore così importante nella definizione della nostra identità e del nostro sapere e saper fare che è al contempo anche così fragile, per le dimensioni aziendali, per i mercati di riferimento, per le caratteristiche del processo produttivo che non può prescindere da tecniche di lavorazione che richiedono tempi lunghi e dall’utilizzo di materie prime costose.

Tale riflessione dovrebbe svolgersi attorno ad alcuni temi principali, che vedono l’artigianato artistico al centro di una rete di rapporti e di interazioni con altre risorse economiche, culturali e sociali del nostro Paese, con l’obiettivo di giungere a progettualità e linee di azione condivise che possano sostenere il settore in questa fase di grande crisi e di grande cambiamento del nostro mondo, non solo produttivo.

I temi e le possibili linee di azioni che dovrebbero essere sviluppati, in un costante e proficuo rapporto di condivisione con i decisori politici e con gli amministratori, sono i seguenti:
Artigianato Artistico e Made in Italy: strategie e opportunità di commercializzazione e di internazionalizzazione delle produzioni artistiche e tradizionali italiane nel nuovo contesto globale;
Artigianato Artistico ed economia circolare: il ruolo e le opportunità per il settore nel contesto della green economy e nelle strategie di uno sviluppo sostenibile rispettoso dell’ambiente e dell’etica della produzione;
Artigianato Artistico, cultura e formazione: le potenzialità dell’artigianato artistico in rapporto al mondo della cultura, con particolare riferimento all’offerta integrata dei musei e al mondo dell’istruzione e della formazione.
Artigianato Artistico, turismo e territorio: il settore come fattore fondamentale nella costruzione delle future strategie di promozione e di sviluppo del sistema turistico italiano, con particolare riferimento a politiche e progetti territoriali integrati.

L’obiettivo del percorso di riflessione sopra descritto è la creazione di linee strategiche di medio e lungo periodo, che riportino l’artigianato artistico al centro della scena economica e culturale nazionale, ma anche l’individuazione di possibili azioni di breve periodo che possano dare risposte concrete alle aziende e ai laboratori in difficoltà.

I sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico
Confartigianato Imprese Federazione Artistico; CNA Artistico e Tradizionale; Artex, Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana; Artigianarte; Associazione Fatti ad Arte; Associazione Italiana Città della Ceramica; Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte – OMA; Associazione Pandora Artiste Ceramiste; Associazione Villa Fabris; Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte; Istituto Superiore ad Indirizzo Raro “Caselli – De Sanctis” e Real Fabbrica di Capodimonte;
IVAT- Institut Valdôtain Artisanat de Tradition; Museo Civico della Ceramica di Nove “Giuseppe De Fabris”.

1. I dati fanno riferimento ai settori delle lavorazioni artistiche stabiliti dal DPR 288/2001

Scarica qui la Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico

L’appello del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris

Sono oltre 20 le realtà formative di eccellenza nel campo dell’artigianato, della manifattura e dell’ospitalità in Italia che hanno sottoscritto l’appello promosso da ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana – volto a sensibilizzare le Istituzioni sulla necessità di adottare delle misure specifiche in merito alla riapertura della propria attività didattica.

Come indicato nell’Appello: “Siamo ovviamente consci del bene supremo della Salute Pubblica e siamo altresì preparati ad agire nel massimo rispetto delle norme igienico sanitarie che verranno imposte. Tuttavia non possiamo esimerci da far sentire la nostra voce e lanciare questo messaggio. Pur rendendoci conto delle esigenze dettate dall’emergenza, siamo infatti fortemente preoccupati che l’orientamento prevalente sia quello di riaprire in blocco il settore scuola a settembre. Questa prospettiva per realtà come le nostre, che in gran parte sono costituite da imprese private, rappresenterebbe un danno gravissimo”.

Ciò che viene chiesto all’interno della lettera, sottoscritta anche dal Segretario del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris, Giovanni Giuliari, inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Ministeri competenti, è di optare per un distinguo in termini di riapertura tra le scuole di ogni ordine e grado, i master e le strutture che possano eventualmente erogare in ogni caso la loro formazione anche online e le realtà come le Accademie e i Centri di formazione il cui impianto didattico si regge in massima parte su attività di tipo laboratoriale riproponendo, di fatto, quanto si verifica all’interno di un’unità produttiva e di una bottega artigiana.

Il messaggio di Villa Fabris e delle altre realtà formative è stato veicolato con il prestigioso sostegno della Fondazione Cologni, realtà sostenitrice dell’alto artigianato e promotrice con ALMA del MAM – Maestro di Arte & Mestiere, il più importante riconoscimento italiano per i professionisti che hanno la missione di tramandare il sapere artistico e artigianale d’eccellenza del nostro Paese.