Quattro artigiani vicentini ottengono il prestigioso titolo di Maestri d’Arte e Mestiere: sono Giancarlo Busato, Simone Crestani, Piero Modolo e Diego Poloniato

Tra i 78 artigiani italiani che quest’anno hanno ottenuto il titolo di Maestri d’Arte ci sono anche quattro artigiani, di cui tre associati a Confartigianato Imprese Vicenza: Giancarlo Busato  di Vicenza (per la categoria Stampa d’Arte), Simone Crestani di Marostica (per la categoria Vetro/Cristallo), Piero Modolo di Creazzo (per la categoria Restauro e Conservazione) e Diego Poloniato di Nove (per la categoria Ceramica).

Istituito nel 2016 con cadenza biennale da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte in collaborazione con ALMA, Scuola Internazionale di Cucina Italiana, e con il patrocinio delle istituzioni più significative, tra cui Confartigianato Imprese, il Premio MAM – Maestro d’Arte e Mestiere  è un titolo indipendente che valorizza e promuove le categorie dell’Artigianato Artistico. Un tributo di grande prestigio ai “talenti viventi” che le rappresentano, un omaggio pubblico al saper fare, alla passione e al valore umano dei grandi Maestri, spesso sconosciuti, che con le loro mani sapienti tengono vivo lo straordinario patrimonio dell’artigianato di eccellenza, lo conservano e lo trasmettono alle future generazioni.

Nella speciale Commissione degli Esperti, a cui è stato demandato il delicato lavoro preliminare di individuazione delle candidature, è stata chiamata a far parte anche la dr.ssa Stefania Barsoni dell’Associazione Villa Fabris-Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, nonché Presidente europea della Femp.

In questo difficile momento storico, segnato dolorosamente dalla pandemia globale, i riconoscimenti sono stati consegnati in una cerimonia digitale efficace e brillante, che ha saputo creare uno “spazio” altamente evocativo di grande presa (disponibile sul sito www.maestrodartemestiere.it).

L’eccellenza vicentina è stata premiata grazie all’abilità, alla competenza e alla maestria di quattro artigiani d’eccezione:

Giancarlo Busato per la categoria Stampa d’Arte
In un palazzo cinquecentesco del centro storico di Vicenza ha sede da oltre 70 anni la stamperia della famiglia Busato, fondata nel 1946 da Ottorino, nonno di Giancarlo, che porta avanti la passione di famiglia e si occupa di calcografia e litografia con sistemi di stampa esclusivamente artigianali.
Nel corso degli anni, in bottega quasi nulla è cambiato: è il continuo passaggio di generazioni di artisti a scandire il tempo, dai grandi maestri del ‘900 come Tono Zancanaro, Alberto Viani, Giulio Turcato, Gina Roma, Pier Arman, Augusto Murer, Neri Pozza, Renato Guttuso, Mino Maccari, Virgilio Guidi, Remo Brindisi, Ernesto Treccani… per citarne solo alcuni, fino agli illustratori contemporanei. Ciò che rende unica la Stamperia è proprio la speciale alchimia, un rapporto di intesa perfetta che si crea tra stampatore e artista nella realizzazione di un’opera. Ma il maestro stampatore ama diffondere l’emozione che si vive alzando dai torchi un foglio di carta che, a seconda della tecnica scelta, diventerà una litografia, incisione o xilografia: si definisce “stampatore errante”, perché sempre in viaggio per scoprire nuove culture, volti, storie e tecniche, e per portare la stampa d’arte nel mondo, con l’entusiasmo che lo caratterizza.

Simone Cestani per la categoria Vetro/Cristallo
Simone Crestani è uno dei più interessanti e originali maestri del vetro della scena italiana e internazionale. Nasce nel 1984 a Marostica e fin da giovanissimo è affascinato dalla magia del vetro incandescente, di cui inizia a imparare i segreti nella bottega del noto maestro soffiatore Massimo Lunardon. Conosce e frequenta le fornaci dei grandi muranesi ma ben presto mette a punto il suo stile personalissimo, specializzandosi nella lavorazione del vetro trasparente borosilicato e aprendo nel 2010 l’Atelier Crestani, dove continua un originale lavoro di ricerca e innovazione. Le poetiche e scultoree creazioni di questo talentuoso maestro, dall’impatto estetico sempre molto forte, emozionano e sorprendono per la straordinaria fantasia e potenza espressiva. L’infinita varietà della natura, delle forme vegetali e animali ispira il suo mondo magico, celebrazione della leggerezza e della trasparenza, in forme sempre nuove e originali di cristallina purezza e suggestione. Simone Crestani lavora il vetro borosilicato trasparente a lume, con una modalità più scultorea rispetto alla tecnica tradizionale, cosa che gli consente di dar vita a opere anche di grandi dimensioni, ma molto preziose nella resa minuziosa dei dettagli. Nel suo universo poetico domina la meraviglia, ma l’invenzione fantastica non è mai disgiunta dall’eleganza e purezza assoluta della sua cifra stilistica. Specialità dell’Atelier Crestani sono i poetici e spettacolari animali in vetro trasparenti, colti con estremo realismo e minuziosamente descritti, e gli alberi dalle mille trasparenze luminose.

Piero Modolo per la categoria Restauro e Conservazione
Piero nasce a Santa Lucia di Piave (TV) nel 1950: figlio del pittore Bepi Modolo, frequenta la sezione pittura dello storico Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova. Focalizzandosi subito su quella che si sarebbe rivelata poi la sua vocazione, inizia nel 1968 a lavorare nel campo della vetrata d’arte presso un laboratorio artigiano di Verona, imparando i primi rudimenti del mestiere e appassionandosi delle tecniche rare e antiche.
Qui conosce grandi maestri contemporanei impegnati in cicli di vetrate artistiche, che lo aiuteranno a sviluppare il proprio stile e le proprie abilità. Nel 1994 decide di mettersi in proprio nel campo della vetrata, rilevando il Laboratorio Caron Vetrate Artistiche,  occupandosi di progettazione, design e per la prima volta anche di conservazione e restauro.

Diego Poloniato per la categoria Ceramica
Diego vive a Nove (VI), cittadina veneta storicamente votata alla produzione ceramica, dove si è diplomato presso l’Istituto d’Arte per la Ceramica Giuseppe De Fabris. Dal 1990 lavora in proprio come maestro ceramista avvalendosi dei preziosi consigli e dell’esperienza del padre Domenico, grande protagonista della ceramica novese. Le sue mani plasmano la terra con vigore e dolcezza, creando grandi scene epiche o piccoli soggetti zoomorfi. Tutte le opere sono eseguite con semirefrattari ad alta temperatura greificati e trattati con ossidi puri. Diego sa usare l’argilla in tutte le sue sfumature, con ossidi e ingobbi per colorare, ottenendo così morbidi passaggi di colore per dare alle sue opere la delicata tonalità delle terre venete. Ogni pezzo che esce dal suo atelier è unico in quanto per l’esecuzione non ricorre a forme o stampi già predisposti; è tutto frutto della fantasia, dell’estro e dell’inesauribile creatività, unita a una manualità straordinaria. La tecnica usata si basa soprattutto sugli impasti di varie colorazioni utilizzati e composti insieme per ottenere gli straordinari effetti cromatici tipici dei suoi pezzi.

Tutti i premiati hanno ricevuto come riconoscimento tangibile dell’onorificenza una medaglia creata appositamente da un gruppo di talentuosi allievi della Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, con un significato altamente simbolico: al centro una giovane donna, allegoria dell’Italia, con le ali fra i capelli che rappresentano la dinamicità, la capacità di elevarsi oltre il consueto, l’intelligenza e la creatività. Le onde rappresentano il mare delle nostre coste; le basi archetipiche e culturali dell’Italia che divengono ideale forza motrice degli ingranaggi da cui nasce l’innovazione. All’interno dell’ingranaggio un dodecaedro, simbolo dell’ingegno e del talento. L’orecchino a fiore e gemme, ricorda le Arti e l’Artigianato di qualità. Intorno una cornice di foglie di olivo, segno di sapienza e forza, rappresenta anche un elemento importante della cultura enogastronomica italiana.

Villa Fabris in streaming: il Covid apre nuove opportunità al Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio

Il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris si conferma essere un punto di riferimento nazionale e internazionale per il mondo del restauro. Sabato scorso ha infatti organizzato, presso il Centro Congressi di Confartigianato Imprese Vicenza,, una giornata di studio internazionale alla quale hanno partecipato un centinaio di restauratori artigiani provenienti da tutta Italia e da alcuni Paesi europei.

L’argomenti di studio e di confronto è stato di estrema attualità ed è scaturito proprio dalla richiesta arrivata al Centro Europeo da alcuni restauratori che stanno incontrando difficoltà nelle puliture dei dipinti ad olio moderni.
Grazie al coordinamento scientifico di Paolo Cremonesi, uno dei chimici più autorevoli in campo internazionale, e la collaborazione del presidente provinciale della categoria Restauro di Confartigianato Imprese Vicenza, Alberto Finozzi, si è riusciti a mettere a confronto, attraverso un interessante dialogo tra restauratori e scienziati, il meglio della ricerca inglese, olandese e italiana.
Ilaria Bonaduce dell’Università di Pisa, Aviva Burnstock del The Courtauld Institute of Art di Londra, Bronwyn Ormsby della Principal Conservation Scientist Tate di Londra, Klass Jan van den Berg e Ella Hendriks dell’Università di Amsterdam, Enrica Boschetti restauratrice e Stefano Volpin chimico della Gallerie dell’Accademia di Venezia hanno intrattenuto il pubblico condividendo studi e ricerche finalizzate ad individuare le soluzioni migliori per proteggere i dipinti e portando esperienze dirette che hanno riguardato pittori importanti come, ad esempio, Vincent van Gogh, Pellizza da Volpedo, Piero Marusig.
Attento alla formazione dei giovani, il Centro Europeo ha voluto affrontare per la prima volta, grazie alla collaborazione di Fabbrica Lumière di Asolo, di QHub/Spavi srl di Vicenza e SK idea di Thiene anche la diretta streaming su due canali Youtube (uno in italiano e l’altro in inglese) dando così la possibilità di seguire in diretta, a studenti dell’Accademia di Lubiana in Slovenia, della Scuola Superiore di Conservazione restauro dei beni culturali di Aragona in Spagna, dell’Istituto per la Conservazione e il restauro di Vienna in Austria, del Dipartimento in conservazione e patrimonio dell’università di Malta, l’intera giornata di studio.
L’incontro, che si è aperto con il saluto del Segretario dell’Associazione Villa Fabris, Giovanni Giuliari e del neo eletto presidente regionale della categoria Restauro di Confartigianato, Maristella Volpin, ha messo in luce come questi studi e ricerche se da un lato fanno aumentare i tanti dubbi sul modo di operare in quanto forniscono ulteriori conoscenze sui possibili danni che un cattivo intervento può causare, nello stesso tempo offrono ai restauratori la consapevolezza di quanto sia importante affrontare il proprio lavoro con prudenza, competenza e cautela.

Villa Fabris: Christian Malinverni passa il testimone ad Andrea Piovan

Rinnovate le cariche dell’Associazione che gestisce il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Thiene

Cambio al vertice dell’Associazione Villa Fabris. Dopo sette anni di presidenza, Christian Malinverni passa il testimone ad Andrea Piovan, titolare dell’azienda artigiana For Horses srl che produce linee d’abbigliamento per cavalieri e amazzoni, nonché presidente mandamentale di Confartigianato Imprese di Thiene.

In occasione dell’assemblea dei soci tenutasi qualche giorno fa nel lasciare il suo ruolo di Presidente dell’Associazione, Christian Malinverni ha voluto ringraziare il sindaco di Thiene, Giovanni Casarotto, per la collaborazione leale e fattiva dimostrata in questi anni dall’Amministrazione comunale, i consiglieri per il costante impegno profuso, il personale dell’Associazione per la passione e competenza dimostrate e Confartigianato Imprese Vicenza per l’apporto economico e finanziario dato per il sostegno e lo sviluppo delle tante attività avviate. Ha ricordato come, nel corso dei suoi due mandati, la villa settecentesca si sia trasformata diventando, di fatto, una nuova piazza dove gravitano cinque attività economiche gestite da giovani che nel tempo si sono consolidate, contribuendo a fare di Villa Fabris un centro culturale di tutto rispetto.

A seguito dell’assemblea dei soci che per il prossimo triennio ha eletto il nuovo consiglio direttivo nelle persone di Christian Malinverni, Andrea Piovan, Emanuela Tognolo, Alberto Samperi e Vivian Borsato, si è provveduto a nominare Andrea Piovan quale nuovo presidente, riconfermando l’assessore del Comune di Thiene, Alberto Samperi, come vicepresidente dell’Associazione.

Il neo presidente si è detto entusiasta della squadra chiamata a gestire Villa Fabris, tra l’altro in questo particolare momento in cui la pandemia da Covid-19 sta creando difficoltà a tutte le attività economiche e in particolare a quelle culturali, e si è dimostrato fiducioso sulla ripresa grazie anche alle competenze e professionalità che il nuovo Consiglio Direttivo sarà in grado di mettere in campo. Ha quindi espresso la volontà di proseguire sulla strada finora tracciata, consolidando l’esperienza del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, diventato oramai un luogo d’eccellenza a livello nazionale e internazionale per la formazione dei restauratori e degli artigiani che operano nel campo dell’artigianato artistico e della conservazione del patrimonio culturale. Nel suo primo mandato cercherà inoltre di aprire sempre più alla cittadinanza e alle stesse imprese gli spazi e i laboratori della Villa che potrà essere ancor più punto di riferimento per lo sviluppo di tutto il territorio pedemontano, grazie anche all’insostituibile sostegno del Comune di Thiene, Comune di Schio, Cesar e Confartigianato Imprese Vicenza, soci dell’Associazione.

Patrimonio culturale: non dimentichiamoci dell’artigianato

Nei giorni scorsi si è tenuto un importante simposio internazionale sul tema della conservazione del patrimonio e dei principi di qualità alla base dei progetti finanziati dall’Unione Europea con potenziale impatto sul patrimonio culturale. Per la prima volta ICOMOS, Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, organizzazione non governativa e organo consultivo dell’UNESCO la cui missione è quella di promuovere la conservazione, la protezione, l’uso e la valorizzazione di monumenti, complessi costruiti e siti, ha aperto le porte del dibattito al mondo artigiano ed ha voluto che anche Il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris a Thiene portasse il proprio contributo.

Stefania Barsoni, nel suo ruolo anche di Presidente della Federazione Europea per i Mestieri del Patrimonio, ha potuto così confrontarsi con altri esperti internazionali sull’importante e delicato tema di quelli che dovrebbero essere i criteri di qualità da porre alla base dei finanziamenti EU nel settore della conservazione e del patrimonio.

Forte della sua quarantennale esperienza che ha sempre dato voce all’importanza del sapere tradizionale, all’unicità delle tecniche antiche e al valore delle buone prassi, con uno sguardo particolare all’innovazione tecnologica,  il Centro europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris con il suo accorato appello “non dimentichiamoci dell’artigianato!” ha sottolineato l’urgenza e l’importanza di offrire pari opportunità agli artigiani e ai giovani apprendisti nella formazione di eccellenza anche transnazionale potendo usufruire di un sistema di borse di studio al pari del mondo universitario e la necessità che i requisiti di accesso e i criteri di selezione dei programmi di sovvenzione e dei bandi europei – e non solo – permettano l’accesso anche alle aziende artigiane.

Le proposte vicentine hanno ottenuto ampio consenso ed hanno sottolineato come il mettersi in rete e condividere le esigenze e le dinamiche a livello nazionale ed internazionale sia ormai un approccio imprescindibile ai temi di forte impatto economico e sociale. I due giorni di simposio internazionale, tenutosi in videoconferenza a causa del covid-19 e che ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di esperti, ha ribadito la necessità di una collaborazione positiva e fruttuosa tra tutti gli attori del settore chiamati a contribuire con le specifiche professionalità in un’ottica di trasparenza e  di valorizzazione dei reciproci saperi.

La Regione pubblica l’elenco dei tecnici del restauro con competenze settoriali

La Regione Veneto fa da apripista e, per la prima volta in Italia, viene pubblicato l’elenco dei tecnici del restauro con competenze settoriali, la terza figura professionale prevista dal Codice dei Beni Culturali. Si tratta di un artigiano che, dopo avere frequentato uno specifico corso di formazione, sotto la direzione ed il controllo di un restauratore di beni culturali può concorre all’esecuzione di un intervento conservativo, eseguendo varie fasi di lavorazioni di supporto per tecniche e attività definite, con un’autonomia decisionale limitata alle operazioni di tipo esecutivo.

Nel caso dei quindici artigiani vicentini, formatisi nei laboratori di Villa Fabris a Thiene, grazie alla collaborazione tra Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, Confartigianato Imprese Vicenza, Cesar srl ed Engim Veneto professioni del restauro, si tratta di figure professionali che si sono formate nel settore degli “Arredi e strutture lignee”, acquisendo competenze e abilità per intervenire principalmente su infissi storici e su telai per dipinti su supporto tessile.

La loro professionalità viene ora riconosciuta ufficialmente attraverso l’istituzione dell’Elenco regionale al quale, al momento,  sono iscritte un centinato di imprese artigiane di tutto il Veneto suddivise in più settori: dai materiali lapidei ai manufatti scolpiti in legno, dalle superfici decorate dell’architettura agli arredi e strutture lignee.

Altre figure si aggiungeranno a questo elenco con l’ imminente ripresa, dopo il lockdown per il coronavirus, del corso che si terrà, sempre presso i laboratori di Villa Fabris, per tecnici del restauro con competenze specifiche nel campo degli intonaci storici.  Inoltre la Regione Veneto ha in questi giorni approvato un ulteriore corso di formazione per la creazione di figure professionali capaci di intervenire sulle superfici decorate dell’architettura. Due importanti proposte formative alle quali si sono iscritte già oltre una trentina di imprese artigiane vicentine e resa possibile grazie alla collaborazione tra Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Thiene e l’Engim Veneto professioni del restauro di Monticello Conte Otto.

A conclusione di queste due esperienze di formazione anche questi artigiani potranno essere iscritti all’elenco regionale del tecnici del restauro di beni culturali con competenze settoriali, oggi consultabile all’indirizzo www.cliclavoroveneto.it/-/elenco-tecnico-restauro-veneto.

Ripartiamo dall’Artigianato Artistico

Associazione Villa Fabris firma l’appello del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico rivolto ai decisori politici: quale futuro dopo il COVID?

Il grave stato di crisi attuale, conseguenza dell’emergenza Coronavirus, rischia di incidere negativamente, in modo molto pesante, sull’intero sistema economico, produttivo e imprenditoriale italiano, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro.
In questo contesto complesso e preoccupante, il settore dell’artigianato artistico e tradizionale si trova purtroppo in una situazione di estrema fragilità, mettendo a rischio anche la sopravvivenza di un importantissimo patrimonio culturale, di tradizioni e di tecniche tramandate da secoli, che hanno contribuito in larga parte alla definizione del Made in Italy e dell’immagine dell’Italia nel mondo.

I rappresentanti del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico, formato dai soggetti sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico – documento programmatico lanciato nel 2010 a livello nazionale e internazionale proprio per tutelare, promuovere e valorizzare il settore dell’artigianato artistico e tradizionale – vogliono accendere i riflettori su questo settore specifico dell’economia italiana che richiedere particolare attenzione.

Alla fine del I trimestre 2019 le imprese artigiane dell’artigianato artistico e tradizionale risultavano in tutto 288.302 con 801.001 addetti: rappresentano il 22,2% delle imprese artigiane ed il 28,2% degli addetti dell’artigianato nazionale1.

Il peso del settore è quindi significativo, ma ancora più importanti sono le caratteristiche peculiari che fanno dell’artigianato artistico un elemento basilare dell’economia e della manifattura italiana; un fattore costituente dell’identità, delle tradizioni e della cultura dei luoghi; una componente fondamentale dell’offerta turistica dei nostri territori; un’industria creativa che molto può dare alle giovani generazioni in cerca di una strada professionale e imprenditoriale.
Proprio queste peculiarità rendono necessarie strategie e politiche mirate, che tengano conto della complessità e delle potenzialità del mondo dell’artigianato artistico e tradizionale.

La Carta dell’Artigianato attribuisce all’artigianato artistico tre valori fondamentali che non possono essere ignorati dai decisori. Rappresenta una risorsa economica e produttiva fondamentale fatta da microimprese, da laboratori radicati nei territori; costituisce un patrimonio culturale unico frutto di una tradizione artistica e produttiva secolare, depositaria di conoscenze anche in rapporto a settori culturali molto diversi; l’artigianato infine influenza il tessuto sociale, crea occupazione, stabilità sociale, sviluppo economico sostenibile.

Il Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico propone una riflessione accurata e auspica un’attenzione particolare da parte dei decisori per questo settore così importante nella definizione della nostra identità e del nostro sapere e saper fare che è al contempo anche così fragile, per le dimensioni aziendali, per i mercati di riferimento, per le caratteristiche del processo produttivo che non può prescindere da tecniche di lavorazione che richiedono tempi lunghi e dall’utilizzo di materie prime costose.

Tale riflessione dovrebbe svolgersi attorno ad alcuni temi principali, che vedono l’artigianato artistico al centro di una rete di rapporti e di interazioni con altre risorse economiche, culturali e sociali del nostro Paese, con l’obiettivo di giungere a progettualità e linee di azione condivise che possano sostenere il settore in questa fase di grande crisi e di grande cambiamento del nostro mondo, non solo produttivo.

I temi e le possibili linee di azioni che dovrebbero essere sviluppati, in un costante e proficuo rapporto di condivisione con i decisori politici e con gli amministratori, sono i seguenti:
Artigianato Artistico e Made in Italy: strategie e opportunità di commercializzazione e di internazionalizzazione delle produzioni artistiche e tradizionali italiane nel nuovo contesto globale;
Artigianato Artistico ed economia circolare: il ruolo e le opportunità per il settore nel contesto della green economy e nelle strategie di uno sviluppo sostenibile rispettoso dell’ambiente e dell’etica della produzione;
Artigianato Artistico, cultura e formazione: le potenzialità dell’artigianato artistico in rapporto al mondo della cultura, con particolare riferimento all’offerta integrata dei musei e al mondo dell’istruzione e della formazione.
Artigianato Artistico, turismo e territorio: il settore come fattore fondamentale nella costruzione delle future strategie di promozione e di sviluppo del sistema turistico italiano, con particolare riferimento a politiche e progetti territoriali integrati.

L’obiettivo del percorso di riflessione sopra descritto è la creazione di linee strategiche di medio e lungo periodo, che riportino l’artigianato artistico al centro della scena economica e culturale nazionale, ma anche l’individuazione di possibili azioni di breve periodo che possano dare risposte concrete alle aziende e ai laboratori in difficoltà.

I sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico
Confartigianato Imprese Federazione Artistico; CNA Artistico e Tradizionale; Artex, Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana; Artigianarte; Associazione Fatti ad Arte; Associazione Italiana Città della Ceramica; Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte – OMA; Associazione Pandora Artiste Ceramiste; Associazione Villa Fabris; Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte; Istituto Superiore ad Indirizzo Raro “Caselli – De Sanctis” e Real Fabbrica di Capodimonte;
IVAT- Institut Valdôtain Artisanat de Tradition; Museo Civico della Ceramica di Nove “Giuseppe De Fabris”.

1. I dati fanno riferimento ai settori delle lavorazioni artistiche stabiliti dal DPR 288/2001

Scarica qui la Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico

È consentita la prosecuzione delle attività di conservazione e restauro di opere d’arte

Apprendiamo con soddisfazione la precisazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (http://www.governo.it/it/faq-fasedue) che oggi ha chiarito che sono consentite le attività di restauro, finalizzate alla conservazione di opere d’arte quali quadri, affreschi, sculture, mosaici, arazzi, beni archeologici.
Sono state infatti accolte le richieste di molte Associazioni del settore – noi stessi ci siamo mossi nei confronti del Sottosegretario agli Interni, il vicentino Achille Variati che ringraziamo – che hanno fatto presente, in diversi modi e contattando più figure istituzionali, che tali attività non sono infatti sostanzialmente riducibili a profili ricreativi o artistici di cui al codice Ateco 90.0, essendo invece riconducibili alle attività assentite nell’allegato 3 del d.P.C.M. 26 aprile 2020 del restauro di edifici storici e monumentali (41.20), dell’industria del legno (16), di architettura, ingegneria, collaudo e analisi tecniche (71) e alle altre attività professionali, scientifiche e tecniche (74) nonché alle riparazioni di beni mobili (95). Indicazioni ora fatte proprie dal Governo

L’appello del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris

Sono oltre 20 le realtà formative di eccellenza nel campo dell’artigianato, della manifattura e dell’ospitalità in Italia che hanno sottoscritto l’appello promosso da ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana – volto a sensibilizzare le Istituzioni sulla necessità di adottare delle misure specifiche in merito alla riapertura della propria attività didattica.

Come indicato nell’Appello: “Siamo ovviamente consci del bene supremo della Salute Pubblica e siamo altresì preparati ad agire nel massimo rispetto delle norme igienico sanitarie che verranno imposte. Tuttavia non possiamo esimerci da far sentire la nostra voce e lanciare questo messaggio. Pur rendendoci conto delle esigenze dettate dall’emergenza, siamo infatti fortemente preoccupati che l’orientamento prevalente sia quello di riaprire in blocco il settore scuola a settembre. Questa prospettiva per realtà come le nostre, che in gran parte sono costituite da imprese private, rappresenterebbe un danno gravissimo”.

Ciò che viene chiesto all’interno della lettera, sottoscritta anche dal Segretario del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris, Giovanni Giuliari, inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Ministeri competenti, è di optare per un distinguo in termini di riapertura tra le scuole di ogni ordine e grado, i master e le strutture che possano eventualmente erogare in ogni caso la loro formazione anche online e le realtà come le Accademie e i Centri di formazione il cui impianto didattico si regge in massima parte su attività di tipo laboratoriale riproponendo, di fatto, quanto si verifica all’interno di un’unità produttiva e di una bottega artigiana.

Il messaggio di Villa Fabris e delle altre realtà formative è stato veicolato con il prestigioso sostegno della Fondazione Cologni, realtà sostenitrice dell’alto artigianato e promotrice con ALMA del MAM – Maestro di Arte & Mestiere, il più importante riconoscimento italiano per i professionisti che hanno la missione di tramandare il sapere artistico e artigianale d’eccellenza del nostro Paese.

Coronavirus: incomprensibile rinvio dell’apertura delle imprese che operano nel restauro

In vista dell’avvio della fase 2, Confartigianato Restauro giudica incomprensibile la reiterazione del blocco dell’attività per le imprese del restauro. Parliamo di quasi 4.000 imprese e tra i 10.000 ed i 12.000 addetti del settore, fermi da due mesi e senza alcuna prospettiva di ripresa della loro delicata funzione di restauro dei Beni Culturali che sono tra gli asset del Pil del turismo culturale con un peso del 33% sul totale del Pil dell’economia turistica italiana.
Le imprese del restauro, operando prevalentemente in laboratori già disciplinati da norme molto stringenti sulla sicurezza sul luogo di lavoro o in spazi aperti, già lavorano in condizioni di sicurezza e si adeguerebbero comunque alle ulteriori indicazioni emanate dal Governo.
Bisognerebbe, altresì, sciogliere il nodo dell’appartenenza delle suddette imprese al codice ATECO 90.03.02 e considerati dall’Inail come codice 90 e riconosciuti come attività creative, artistiche e di intrattenimento e non come, a rigor di logica, sarebbe auspicabile nel codice ATECO 74 “Altre attività professionali, scientifiche e tecniche (74.9)” chiedendo di essere inseriti nell’elenco delle riaperture previste per il 4 maggio.
Confartigianato Restauro confida in una pronta risoluzione della questione da parte del Governo di concerto con il Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, per evitare la dispersione di maestranze e la chiusura di imprese strategiche per la tutela e la conservazione dell’enorme patrimonio culturale italiano.

Confartigianato Imprese Veneto
COVID – 19 Illogico equiparare restauro e spettacolo. Intero impianto DPCM andrebbe cambiato oggi stesso 

Le imprese di restauro di beni culturali non potranno riprendere la propria attività da lunedì 4 maggio. Inquadrate principalmente con il codice Ateco 90.03.02 (ricompreso nella famiglia delle “attività creative, artistiche e di intrattenimento”) non risultano presenti tra i comparti dell’edilizia e dei lavori manutentivi indicati nell’ultimo DPCM emanato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte tra le prime attività a riaprire laboratori, cantieri e fabbriche.
Il governo si sta dimostrando illogico: sono stata contraria fin dal primo istante all’applicazione dei codici Ateco perché non sono una garanzia di sicurezza, ma danno semplicemente un indicazione sul settore merceologico di riferimento”, afferma l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan.L’attività del restauratore è equiparabile a quella dei cantieri edili, e al tempo stesso, per la sua stessa tipologia, è sicuramente a minor rischio di contagio rispetto a molte altre attività per le quali è stata consentita la riapertura”.
Quando si incappa in un errore così grossolano – continua Donazzan – si comprende che l’intero impianto del DPCM andrebbe cambiato oggi stesso: il settore del restauro è tra i più nobili e strutturati del grande comparto dell’edilizia e merita un intervento immediato per porre rimedio a questa discriminazione“.
Siamo d’accordo con la Presidente Donazzan quando dice che l’applicazione dei codici ISTAT non garantisce con sicurezza l’appartenenza ad un settore merceologico specifico anche in virtù del recente riconoscimento della professione da parte del MIBACT e del fatto che molte imprese del settore non hanno ancora attivato il codice istat specifico del restauro lavorando in settori complementari come edilizia, legno, lavorazione del ferro ecc.commenta il Presidente dei restauratori di Confartigianato Imprese Veneto Alberto Finozzi. “Per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro l’attività di restauro è stata classificata a rischio medio basso dal documento tecnico recentemente pubblicato dall’INAIL; l’ambiente di lavoro può essere quello del cantiere edile, chiaramente con una componente di rischio inferiore rispetto all’edilizia, ma anche un laboratorio artigianale” continua Finozzi.
Proprio ieri abbiamo chiesto a Confartigianato Imprese chiarimento in merito alla riapertura delle aziende di restauro proprio perchè il codice istat non era contemplato nel dpcm del 26 aprile. La questione è stata segnalata al Gabinetto del Ministro che si è subito attivato. Attendiamo al più presto notizie in merito“. Conclude Finozzi.