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Ripartiamo dall’Artigianato Artistico

Associazione Villa Fabris firma l’appello del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico rivolto ai decisori politici: quale futuro dopo il COVID?

Il grave stato di crisi attuale, conseguenza dell’emergenza Coronavirus, rischia di incidere negativamente, in modo molto pesante, sull’intero sistema economico, produttivo e imprenditoriale italiano, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro.
In questo contesto complesso e preoccupante, il settore dell’artigianato artistico e tradizionale si trova purtroppo in una situazione di estrema fragilità, mettendo a rischio anche la sopravvivenza di un importantissimo patrimonio culturale, di tradizioni e di tecniche tramandate da secoli, che hanno contribuito in larga parte alla definizione del Made in Italy e dell’immagine dell’Italia nel mondo.

I rappresentanti del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico, formato dai soggetti sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico – documento programmatico lanciato nel 2010 a livello nazionale e internazionale proprio per tutelare, promuovere e valorizzare il settore dell’artigianato artistico e tradizionale – vogliono accendere i riflettori su questo settore specifico dell’economia italiana che richiedere particolare attenzione.

Alla fine del I trimestre 2019 le imprese artigiane dell’artigianato artistico e tradizionale risultavano in tutto 288.302 con 801.001 addetti: rappresentano il 22,2% delle imprese artigiane ed il 28,2% degli addetti dell’artigianato nazionale1.

Il peso del settore è quindi significativo, ma ancora più importanti sono le caratteristiche peculiari che fanno dell’artigianato artistico un elemento basilare dell’economia e della manifattura italiana; un fattore costituente dell’identità, delle tradizioni e della cultura dei luoghi; una componente fondamentale dell’offerta turistica dei nostri territori; un’industria creativa che molto può dare alle giovani generazioni in cerca di una strada professionale e imprenditoriale.
Proprio queste peculiarità rendono necessarie strategie e politiche mirate, che tengano conto della complessità e delle potenzialità del mondo dell’artigianato artistico e tradizionale.

La Carta dell’Artigianato attribuisce all’artigianato artistico tre valori fondamentali che non possono essere ignorati dai decisori. Rappresenta una risorsa economica e produttiva fondamentale fatta da microimprese, da laboratori radicati nei territori; costituisce un patrimonio culturale unico frutto di una tradizione artistica e produttiva secolare, depositaria di conoscenze anche in rapporto a settori culturali molto diversi; l’artigianato infine influenza il tessuto sociale, crea occupazione, stabilità sociale, sviluppo economico sostenibile.

Il Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico propone una riflessione accurata e auspica un’attenzione particolare da parte dei decisori per questo settore così importante nella definizione della nostra identità e del nostro sapere e saper fare che è al contempo anche così fragile, per le dimensioni aziendali, per i mercati di riferimento, per le caratteristiche del processo produttivo che non può prescindere da tecniche di lavorazione che richiedono tempi lunghi e dall’utilizzo di materie prime costose.

Tale riflessione dovrebbe svolgersi attorno ad alcuni temi principali, che vedono l’artigianato artistico al centro di una rete di rapporti e di interazioni con altre risorse economiche, culturali e sociali del nostro Paese, con l’obiettivo di giungere a progettualità e linee di azione condivise che possano sostenere il settore in questa fase di grande crisi e di grande cambiamento del nostro mondo, non solo produttivo.

I temi e le possibili linee di azioni che dovrebbero essere sviluppati, in un costante e proficuo rapporto di condivisione con i decisori politici e con gli amministratori, sono i seguenti:
Artigianato Artistico e Made in Italy: strategie e opportunità di commercializzazione e di internazionalizzazione delle produzioni artistiche e tradizionali italiane nel nuovo contesto globale;
Artigianato Artistico ed economia circolare: il ruolo e le opportunità per il settore nel contesto della green economy e nelle strategie di uno sviluppo sostenibile rispettoso dell’ambiente e dell’etica della produzione;
Artigianato Artistico, cultura e formazione: le potenzialità dell’artigianato artistico in rapporto al mondo della cultura, con particolare riferimento all’offerta integrata dei musei e al mondo dell’istruzione e della formazione.
Artigianato Artistico, turismo e territorio: il settore come fattore fondamentale nella costruzione delle future strategie di promozione e di sviluppo del sistema turistico italiano, con particolare riferimento a politiche e progetti territoriali integrati.

L’obiettivo del percorso di riflessione sopra descritto è la creazione di linee strategiche di medio e lungo periodo, che riportino l’artigianato artistico al centro della scena economica e culturale nazionale, ma anche l’individuazione di possibili azioni di breve periodo che possano dare risposte concrete alle aziende e ai laboratori in difficoltà.

I sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico
Confartigianato Imprese Federazione Artistico; CNA Artistico e Tradizionale; Artex, Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana; Artigianarte; Associazione Fatti ad Arte; Associazione Italiana Città della Ceramica; Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte – OMA; Associazione Pandora Artiste Ceramiste; Associazione Villa Fabris; Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte; Istituto Superiore ad Indirizzo Raro “Caselli – De Sanctis” e Real Fabbrica di Capodimonte;
IVAT- Institut Valdôtain Artisanat de Tradition; Museo Civico della Ceramica di Nove “Giuseppe De Fabris”.

1. I dati fanno riferimento ai settori delle lavorazioni artistiche stabiliti dal DPR 288/2001

Scarica qui la Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico

SUMMER SCHOOL di aggiornamento e perfezionamento in conservazione del patrimonio archivistico

Da sempre la nostra Associazione ha a cuore la formazione e la trasmissione dei saperi.
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) articola chiaramente la conservazione del patrimonio culturale in una “coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro” (art. 29, c.1). Di queste attività, “gli interventi di manutenzione e restauro […] sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali” (art.29, c.6).

Oltre al percorso formativo di base, che lo stesso Codice dei beni culturali affida alle scuole e ai centri di formazione appositamente accreditati dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) in concerto con il Ministero dell’università e della ricerca (MIUR), il bagaglio indispensabile per la crescita professionale dei restauratori e dei collaboratori restauratori è costituito dalle esperienze di aggiornamento permanente che consentano loro di confrontarsi sui principi che indirizzano il restauro, nonché di conoscere e applicare metodiche di intervento – tradizionali e innovative – dei quali possano valutare l’efficacia e l’invasività.

In questa prospettiva abbiamo promosso, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici, corso di laurea magistrale in Storia e gestione del patrimonio archivistico e bibliografico dell’Università Ca’ Foscari, Venezia, una SUMMER SCHOOL di aggiornamento e perfezionamento in conservazione del patrimonio archivistico che si inserisce nell’ambito del “Progetto Archiporto, l’archivio del castello di Thiene nella rete degli archivi vicentini” sostenuto dalla Fondazione Cariverona e che oltre alla nostra Associazione vede la partecipazione della Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza, Castello di Thiene, Fies Core/Centrale Fies di Dro (TN), Università IUAV di Venezia, MeLa Media Lab. Tale progetto prevede, nel triennio 2018-2020, lo studio, il censimento, la conservazione, la digitalizzazione, la messa in rete e la valorizzazione di uno dei più importanti archivi di famiglia in Veneto, quello custodito presso il Castello di Thiene.
L’iniziativa è destinata all’aggiornamento e al perfezionamento degli operatori della conservazione del patrimonio archivistico.
Il numero massimo dei partecipanti non potrà essere superiore a 15.

La Summer School si svilupperà nell’arco di 4 settimane intensive (10 giugno-5 luglio 2019, ore 9.00-13.00 e 14.00-17.30) per complessive 150 ore. Essa si svolgerà a Thiene, presso Il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio dell’Associazione Villa Fabris e si rivolgerà a partecipanti già in possesso di una formazione di base nel campo della conservazione e del restauro dei materiali archivistici e librari. Il percorso didattico si articolerà in lezioni teoriche (60 ore) e in attività pratica di laboratorio (90 ore) e affronterà le seguenti tematiche:
storia e vicende del fondo archivistico;
– aspetti di teoria e storia del restauro del patrimonio archivistico e librario;
– storia, tecniche di manifattura e studio analitico dei materiali archivistici;
– principi di chimica applicata alla conservazione;
– metodiche e tecniche di restauro e di conservazione a lungo termine.
Considerato il carattere di perfezionamento e aggiornamento professionale del corso, saranno proposte e valutate (in termini di efficacia e di invasività) anche procedure innovative per il settore e, in particolare, l’applicazione delle nanotecnologie. Le lezioni teoriche si articoleranno sia in didattica frontale che in dimostrazioni pratiche mirate all’osservazione del materiale originale appartenente all’archivio, all’impiego di tecniche di indagine non invasive per la valutazione dello stato di conservazione e di specifiche operazioni di intervento.
Durante l’attività di laboratorio (90 ore) i partecipanti si confronteranno con l’intervento diretto, individuale e di gruppo, sui documenti dell’archivio del Castello Porto-Colleoni-Thiene che presentano problematiche di conservazione affrontate dai docenti nel corso delle lezioni teoriche.

Calendario Summer School

I settimana
Lunedì 10.06
ore 9.00-9.45
Apertura della Summer School e accoglienza dei partecipanti
ore 10.00-13
Castello di Thiene
L’archivio di famiglia del Castello di Thiene e il progetto Archiporto.
ore 14-17.30
Melania Zanetti
La conservazione del patrimonio archivistico: principi e riflessioni.
Martedì 11.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Carlo Federici
Ezio Ornato
Il manufatto carta e le tappe della sua evoluzione geocronologica.
Mercoledì 12.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Melania Zanetti
Organizzazione dei laboratori e impostazione delle attività.
Esame dei materiali provenienti dall’Archivio del Castello di Thiene
Giovedì 13.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Alfonso Zoleo
I meccanismi di degradazione della carta
Venerdì 14.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Alfonso Zoleo
Le tecniche di analisi applicate alla degradazione della carta

II settimana
Lunedì 17.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Laboratorio di restauro
Martedì 18.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Giovanna Poggi
Nanoparticelle alcaline per la deacidificazione 
Mercoledì 19.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Giovanna Poggi
Gel nanofluidi per la pulitura dei supporti cartacei 
Giovedì 20.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Laboratorio di restauro
Venerdì 21.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Laboratorio di restauro

III settimana
Lunedì 24.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Francesca Pascalicchio
Pergamene in archivio: caratterizzazione e proprietà 
Martedì 25.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Francesca Pascalicchio
Pergamene in archivio: tecniche d’indagine per valutare lo stato di conservazione 
Mercoledì 26.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Laboratorio di restauro
Giovedì 27.06
ore 9.00-13; 14-17.30
Laboratorio di restauro
Venerdì 28.06
ore 9.00-13; 14-17
Laboratorio di restauro

IV settimana
Lunedì 01.07
ore 9.00-13; 14-17.30
Claudia Benvestito
Materiali in forma di rotolo: alternative conservative e soluzioni per il deposito 
Martedì 02.07
ore 9.00-13; 14-17.30
Claudia Benvestito
Materiali in forma di rotolo: alternative conservative e soluzioni per il deposito 
Mercoledì 03.07
ore 9.30-13; 14-17.30
Laboratorio di restauro
Giovedì 04.06
ore 9.00-13; 14-17.30

Laboratorio di restauro
Venerdì 05.06
ore 9.00-13; 14-17.30

Esame finale e chiusura della Summer School.

I docenti

Claudia Benvestito   Laureata in Lettere, si è formata presso il Corso europeo di Formazione specialistica per Conservatori-Restauratori di Beni Librari di Spoleto negli anni 1992-1995.
Dal 1999, è in servizio presso il Laboratorio di Restauro della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. Si occupa del restauro e della conservazione dei materiali della Biblioteca. Studia e realizza per la Biblioteca contenitori multifunzionali, validi per conservare, consultare ed esporre i beni librari, e altre soluzioni conservative non convenzionali. Cura la progettazione di supporti espositivi e provvede all’allestimento di mostre nella Libreria Sansoviniana.

Carlo Federici    Opera dal 1974 nel campo della conservazione del patrimonio archivistico e librario. È stato direttore della Biblioteca Angelica (1990-1992), dell’Istituto centrale di patologia del libro (1992-2002), della Struttura Biblioteche e Sistemi documentari della Regione Lombardia (2003-2005). Autore di circa 200 pubblicazioni, ha insegnato presso l’Università Cattolica di Milano e l’Università di Padova. Attualmente è docente di Conservazione del materiale archivistico e librario all’Università Ca’ Foscari di Venezia e di Conservazione e restauro del libro a Roma nella Scuola Vaticana di Biblioteconomia.

Ezio Ornato   Directeur honoraire al C.N.R.S., ove ha svolto la totalità della sua carriera scientifica, le sue ricerche hanno riguardato dapprima la storia dell’Umanesimo francese e la tradizione manoscritta delle orazioni ciceroniane, poi il manoscritto medievale, l’incunabolo e la carta, dando un impulso decisivo all’applicazione dei metodi quantitativi alla storia del libro. Alla carta in particolare, ha dedicato numerosi studi, fra i quali i due volumi della Carta occidentale nel tardo Medio Evo, promosso dall’Istituto di patologia del libro (oggi ICRCPAL) alla fine degli anni Novanta del secolo scorso.

Francesca Pascalicchio   Laureata in scienze naturali, ha lavorato come diagnosta presso l’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (ICRCPAL) di Roma dal 1985 al 2018, dirigendone il laboratorio di tecnologia dal 2014 al 2018.  Si è dedicata allo studio dei materiali costitutivi di libri e documenti, delle loro proprietà e caratteristiche e delle tecnologie di produzione, con particolare riguardo a carta e pergamena.  Ha insegnato Tecnologia dei materiali (carta e legno, pergamena e cuoio) presso la Scuola di Alta Formazione dell’ICRCPAL dal 2010 al 2017.

Giovanna Poggi  ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze per i Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Firenze. E’ attualmente assegnista di ricerca presso il CSGI e Dipartimento di Chimica della medesima università, dove si occupa dello sviluppo di nanomateriali per la conservazione dei beni culturali. La sua attività di ricerca riguarda principalmente la sintesi e la caratterizzazione di sistemi nanofasici per materiali a base cellulosica e, recentemente, anche la messa a punto di gel per la pulitura di opere d’arte.

Melania Zanetti   Laureata in Conservazione dei beni culturali all’Università di Udine e diplomata nel 1995 al Corso europeo di formazione specialistica per conservatori-restauratori di beni archivistici e librari di Spoleto. Titolare dello Studio Res (Padova), dal 1995 progetta e realizza interventi di conservazione per biblioteche, archivi e musei. Dal 2000 insegna “Teoria e storia del restauro” presso l’Università Cattolica di Milano e dal 2010 è docente di “Restauro del libro e del documento” presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2013 presiede l’Associazione Italiana dei conservatori e restauratori degli archivi e delle biblioteche (AICRAB).

Alfonso Zoleo  Ricercatore universitario confermato presso il Dipartimento di Scienze Chimiche di Padova dal 2010, si occupa dal 2008 principalmente di metodi spettroscopici applicati ai beni culturali, con particolare riferimento al patrimonio archivistico e librario. Collabora con esperti nazionali ed internazionali del settore, afferisce al Centro interdipartimentale di ricerca “Studio e conservazione dei beni archeologici, architettonici e storico-artistici”- CIBA dell’Università di Padova, svolgendo attività di indagine pre-restauro e conoscitiva su opere di vario genere, per committenti pubblici (soprintendenze) e privati. Ha all’attivo decine di pubblicazioni scientifiche anche inerenti i beni culturali, in particolare ai materiali cartacei.

Preiscrizione
Gli interessati a partecipare alla Summer School sono invitati a trasmettere entro il 26 aprile 2019 all’indirizzo email summerschoolthiene@gmail.com  il modulo allegato (Modulo pre-iscrizione corso) compilato in ogni sua parte fornendo tutte le informazioni ritenute utili (curriculum vitae et studiorum, precedenti esperienze, partecipazione a progetti nel campo della conservazione del patrimonio archivistico e librario ecc.) per consentire alla Commissione giudicatrice di stilare una graduatoria degli ammessi a frequentare il corso.

Lezioni teoriche
Le lezioni teoriche saranno aperte alla partecipazione di archivisti, bibliotecari, restauratori e studenti interessati.
Coloro che intendono assistere a tali lezioni sono invitati a trasmettere entro il 26 aprile 2019 all’indirizzo email summerschoolthiene@gmail.com il modulo allegato (Modulo iscrizione lezioni teoriche) compilato in ogni sua parte.

Esame finale, certificato di partecipazione e attestato di frequenza
Al termine della Summer School verrà rilasciato un certificato di partecipazione previo superamento di un esame finale che consisterà nell’esposizione di un elaborato relativo a uno degli argomenti affrontati durante il corso. Per accedere all’esame finale sarà necessario aver frequentato almeno il 90 % delle lezioni e delle esercitazioni di laboratorio.
Agli studenti ammessi alla Summer School verranno riconosciuti dall’Università Ca’ Foscari, Dipartimento di Studi Umanistici 6 CFU (Crediti Formativi Universitari) quale attività di Tirocinio formativo.
Nel certificato di partecipazione verranno specificati gli insegnamenti impartiti e le attività di laboratorio svolte.
Un’attestazione di frequenza verrà rilasciata a coloro che avranno seguito le lezioni teoriche.

Quota individuale d’iscrizione
La quota individuale di iscrizione ammonta a euro 2.000,00 e comprende la frequenza alle lezioni, l’uso delle attrezzature e degli strumenti di laboratorio, i materiali delle esercitazioni, i costi assicurativi, nonché l’alloggio presso la foresteria di Villa Fabris.

Grazie ad un contributo della Fondazione Cariverona, a parziale copertura dei costi, la quota individuale richiesta ai partecipanti è di euro 500,00 (+IVA)
Le iscrizioni non potranno superare i 15 partecipanti.
La frequenza alle lezioni teoriche è gratuita; ad esse saranno ammessi coloro che ne faranno richiesta nei limiti di capienza dell’aula (il criterio di priorità sarà quello cronologico delle domande di partecipazione).

Modalita’ di ammissione
Sulla base delle informazioni trasmesse la Commissione organizzatrice stilerà, secondo il proprio, insindacabile giudizio, una graduatoria degli ammessi al corso e ad assistere alle lezioni teoriche.

La Commissione è composta da Melania Zanetti, presidente, da Carlo Federici e Alberto Finozzi.

Per ulteriori informazioni si prega di rivolgersi a:
ASSOCIAZIONE VILLA FABRIS
via Trieste 43 – Thiene (VI)

(lunedì – venerdì orario 8.00-13.00 // 14.00-17.30)
Telefono 0445.372329
email: info@villafabris.eusummerschoolthiene@gmail.com

Allegati
Modulo pre-iscrizione corso
Modulo iscrizione lezioni teoriche
Calendario Summer School

 

Dopo tre anni di attesa, pubblicati gli elenchi dei restauratori di beni culturali abilitati all’esercizio della professione

Dopo più di 3 anni dalla pubblicazione del bando, il 28 dicembre 2018 il Mibac con i decreti 183 e 192, ha finalmente comunicato nella sezione del sito dedicata alla Direzione Generale Educazione e Ricerca, gli elenchi dei nominativi abilitati all’esercizio della professione di “Restauratore di beni culturali” ex art. 182 ed ex art. 29 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio). Continua a leggere Dopo tre anni di attesa, pubblicati gli elenchi dei restauratori di beni culturali abilitati all’esercizio della professione

Villa Fabris in streaming: il Covid apre nuove opportunità al Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio

Il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris si conferma essere un punto di riferimento nazionale e internazionale per il mondo del restauro. Sabato scorso ha infatti organizzato, presso il Centro Congressi di Confartigianato Imprese Vicenza,, una giornata di studio internazionale alla quale hanno partecipato un centinaio di restauratori artigiani provenienti da tutta Italia e da alcuni Paesi europei.

L’argomenti di studio e di confronto è stato di estrema attualità ed è scaturito proprio dalla richiesta arrivata al Centro Europeo da alcuni restauratori che stanno incontrando difficoltà nelle puliture dei dipinti ad olio moderni.
Grazie al coordinamento scientifico di Paolo Cremonesi, uno dei chimici più autorevoli in campo internazionale, e la collaborazione del presidente provinciale della categoria Restauro di Confartigianato Imprese Vicenza, Alberto Finozzi, si è riusciti a mettere a confronto, attraverso un interessante dialogo tra restauratori e scienziati, il meglio della ricerca inglese, olandese e italiana.
Ilaria Bonaduce dell’Università di Pisa, Aviva Burnstock del The Courtauld Institute of Art di Londra, Bronwyn Ormsby della Principal Conservation Scientist Tate di Londra, Klass Jan van den Berg e Ella Hendriks dell’Università di Amsterdam, Enrica Boschetti restauratrice e Stefano Volpin chimico della Gallerie dell’Accademia di Venezia hanno intrattenuto il pubblico condividendo studi e ricerche finalizzate ad individuare le soluzioni migliori per proteggere i dipinti e portando esperienze dirette che hanno riguardato pittori importanti come, ad esempio, Vincent van Gogh, Pellizza da Volpedo, Piero Marusig.
Attento alla formazione dei giovani, il Centro Europeo ha voluto affrontare per la prima volta, grazie alla collaborazione di Fabbrica Lumière di Asolo, di QHub/Spavi srl di Vicenza e SK idea di Thiene anche la diretta streaming su due canali Youtube (uno in italiano e l’altro in inglese) dando così la possibilità di seguire in diretta, a studenti dell’Accademia di Lubiana in Slovenia, della Scuola Superiore di Conservazione restauro dei beni culturali di Aragona in Spagna, dell’Istituto per la Conservazione e il restauro di Vienna in Austria, del Dipartimento in conservazione e patrimonio dell’università di Malta, l’intera giornata di studio.
L’incontro, che si è aperto con il saluto del Segretario dell’Associazione Villa Fabris, Giovanni Giuliari e del neo eletto presidente regionale della categoria Restauro di Confartigianato, Maristella Volpin, ha messo in luce come questi studi e ricerche se da un lato fanno aumentare i tanti dubbi sul modo di operare in quanto forniscono ulteriori conoscenze sui possibili danni che un cattivo intervento può causare, nello stesso tempo offrono ai restauratori la consapevolezza di quanto sia importante affrontare il proprio lavoro con prudenza, competenza e cautela.

Villa Fabris: Christian Malinverni passa il testimone ad Andrea Piovan

Rinnovate le cariche dell’Associazione che gestisce il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Thiene

Cambio al vertice dell’Associazione Villa Fabris. Dopo sette anni di presidenza, Christian Malinverni passa il testimone ad Andrea Piovan, titolare dell’azienda artigiana For Horses srl che produce linee d’abbigliamento per cavalieri e amazzoni, nonché presidente mandamentale di Confartigianato Imprese di Thiene.

In occasione dell’assemblea dei soci tenutasi qualche giorno fa nel lasciare il suo ruolo di Presidente dell’Associazione, Christian Malinverni ha voluto ringraziare il sindaco di Thiene, Giovanni Casarotto, per la collaborazione leale e fattiva dimostrata in questi anni dall’Amministrazione comunale, i consiglieri per il costante impegno profuso, il personale dell’Associazione per la passione e competenza dimostrate e Confartigianato Imprese Vicenza per l’apporto economico e finanziario dato per il sostegno e lo sviluppo delle tante attività avviate. Ha ricordato come, nel corso dei suoi due mandati, la villa settecentesca si sia trasformata diventando, di fatto, una nuova piazza dove gravitano cinque attività economiche gestite da giovani che nel tempo si sono consolidate, contribuendo a fare di Villa Fabris un centro culturale di tutto rispetto.

A seguito dell’assemblea dei soci che per il prossimo triennio ha eletto il nuovo consiglio direttivo nelle persone di Christian Malinverni, Andrea Piovan, Emanuela Tognolo, Alberto Samperi e Vivian Borsato, si è provveduto a nominare Andrea Piovan quale nuovo presidente, riconfermando l’assessore del Comune di Thiene, Alberto Samperi, come vicepresidente dell’Associazione.

Il neo presidente si è detto entusiasta della squadra chiamata a gestire Villa Fabris, tra l’altro in questo particolare momento in cui la pandemia da Covid-19 sta creando difficoltà a tutte le attività economiche e in particolare a quelle culturali, e si è dimostrato fiducioso sulla ripresa grazie anche alle competenze e professionalità che il nuovo Consiglio Direttivo sarà in grado di mettere in campo. Ha quindi espresso la volontà di proseguire sulla strada finora tracciata, consolidando l’esperienza del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, diventato oramai un luogo d’eccellenza a livello nazionale e internazionale per la formazione dei restauratori e degli artigiani che operano nel campo dell’artigianato artistico e della conservazione del patrimonio culturale. Nel suo primo mandato cercherà inoltre di aprire sempre più alla cittadinanza e alle stesse imprese gli spazi e i laboratori della Villa che potrà essere ancor più punto di riferimento per lo sviluppo di tutto il territorio pedemontano, grazie anche all’insostituibile sostegno del Comune di Thiene, Comune di Schio, Cesar e Confartigianato Imprese Vicenza, soci dell’Associazione.

Patrimonio culturale: non dimentichiamoci dell’artigianato

Nei giorni scorsi si è tenuto un importante simposio internazionale sul tema della conservazione del patrimonio e dei principi di qualità alla base dei progetti finanziati dall’Unione Europea con potenziale impatto sul patrimonio culturale. Per la prima volta ICOMOS, Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, organizzazione non governativa e organo consultivo dell’UNESCO la cui missione è quella di promuovere la conservazione, la protezione, l’uso e la valorizzazione di monumenti, complessi costruiti e siti, ha aperto le porte del dibattito al mondo artigiano ed ha voluto che anche Il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris a Thiene portasse il proprio contributo.

Stefania Barsoni, nel suo ruolo anche di Presidente della Federazione Europea per i Mestieri del Patrimonio, ha potuto così confrontarsi con altri esperti internazionali sull’importante e delicato tema di quelli che dovrebbero essere i criteri di qualità da porre alla base dei finanziamenti EU nel settore della conservazione e del patrimonio.

Forte della sua quarantennale esperienza che ha sempre dato voce all’importanza del sapere tradizionale, all’unicità delle tecniche antiche e al valore delle buone prassi, con uno sguardo particolare all’innovazione tecnologica,  il Centro europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris con il suo accorato appello “non dimentichiamoci dell’artigianato!” ha sottolineato l’urgenza e l’importanza di offrire pari opportunità agli artigiani e ai giovani apprendisti nella formazione di eccellenza anche transnazionale potendo usufruire di un sistema di borse di studio al pari del mondo universitario e la necessità che i requisiti di accesso e i criteri di selezione dei programmi di sovvenzione e dei bandi europei – e non solo – permettano l’accesso anche alle aziende artigiane.

Le proposte vicentine hanno ottenuto ampio consenso ed hanno sottolineato come il mettersi in rete e condividere le esigenze e le dinamiche a livello nazionale ed internazionale sia ormai un approccio imprescindibile ai temi di forte impatto economico e sociale. I due giorni di simposio internazionale, tenutosi in videoconferenza a causa del covid-19 e che ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di esperti, ha ribadito la necessità di una collaborazione positiva e fruttuosa tra tutti gli attori del settore chiamati a contribuire con le specifiche professionalità in un’ottica di trasparenza e  di valorizzazione dei reciproci saperi.

La Regione pubblica l’elenco dei tecnici del restauro con competenze settoriali

La Regione Veneto fa da apripista e, per la prima volta in Italia, viene pubblicato l’elenco dei tecnici del restauro con competenze settoriali, la terza figura professionale prevista dal Codice dei Beni Culturali. Si tratta di un artigiano che, dopo avere frequentato uno specifico corso di formazione, sotto la direzione ed il controllo di un restauratore di beni culturali può concorre all’esecuzione di un intervento conservativo, eseguendo varie fasi di lavorazioni di supporto per tecniche e attività definite, con un’autonomia decisionale limitata alle operazioni di tipo esecutivo.

Nel caso dei quindici artigiani vicentini, formatisi nei laboratori di Villa Fabris a Thiene, grazie alla collaborazione tra Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, Confartigianato Imprese Vicenza, Cesar srl ed Engim Veneto professioni del restauro, si tratta di figure professionali che si sono formate nel settore degli “Arredi e strutture lignee”, acquisendo competenze e abilità per intervenire principalmente su infissi storici e su telai per dipinti su supporto tessile.

La loro professionalità viene ora riconosciuta ufficialmente attraverso l’istituzione dell’Elenco regionale al quale, al momento,  sono iscritte un centinato di imprese artigiane di tutto il Veneto suddivise in più settori: dai materiali lapidei ai manufatti scolpiti in legno, dalle superfici decorate dell’architettura agli arredi e strutture lignee.

Altre figure si aggiungeranno a questo elenco con l’ imminente ripresa, dopo il lockdown per il coronavirus, del corso che si terrà, sempre presso i laboratori di Villa Fabris, per tecnici del restauro con competenze specifiche nel campo degli intonaci storici.  Inoltre la Regione Veneto ha in questi giorni approvato un ulteriore corso di formazione per la creazione di figure professionali capaci di intervenire sulle superfici decorate dell’architettura. Due importanti proposte formative alle quali si sono iscritte già oltre una trentina di imprese artigiane vicentine e resa possibile grazie alla collaborazione tra Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Thiene e l’Engim Veneto professioni del restauro di Monticello Conte Otto.

A conclusione di queste due esperienze di formazione anche questi artigiani potranno essere iscritti all’elenco regionale del tecnici del restauro di beni culturali con competenze settoriali, oggi consultabile all’indirizzo www.cliclavoroveneto.it/-/elenco-tecnico-restauro-veneto.

È consentita la prosecuzione delle attività di conservazione e restauro di opere d’arte

Apprendiamo con soddisfazione la precisazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (http://www.governo.it/it/faq-fasedue) che oggi ha chiarito che sono consentite le attività di restauro, finalizzate alla conservazione di opere d’arte quali quadri, affreschi, sculture, mosaici, arazzi, beni archeologici.
Sono state infatti accolte le richieste di molte Associazioni del settore – noi stessi ci siamo mossi nei confronti del Sottosegretario agli Interni, il vicentino Achille Variati che ringraziamo – che hanno fatto presente, in diversi modi e contattando più figure istituzionali, che tali attività non sono infatti sostanzialmente riducibili a profili ricreativi o artistici di cui al codice Ateco 90.0, essendo invece riconducibili alle attività assentite nell’allegato 3 del d.P.C.M. 26 aprile 2020 del restauro di edifici storici e monumentali (41.20), dell’industria del legno (16), di architettura, ingegneria, collaudo e analisi tecniche (71) e alle altre attività professionali, scientifiche e tecniche (74) nonché alle riparazioni di beni mobili (95). Indicazioni ora fatte proprie dal Governo

L’appello del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris

Sono oltre 20 le realtà formative di eccellenza nel campo dell’artigianato, della manifattura e dell’ospitalità in Italia che hanno sottoscritto l’appello promosso da ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana – volto a sensibilizzare le Istituzioni sulla necessità di adottare delle misure specifiche in merito alla riapertura della propria attività didattica.

Come indicato nell’Appello: “Siamo ovviamente consci del bene supremo della Salute Pubblica e siamo altresì preparati ad agire nel massimo rispetto delle norme igienico sanitarie che verranno imposte. Tuttavia non possiamo esimerci da far sentire la nostra voce e lanciare questo messaggio. Pur rendendoci conto delle esigenze dettate dall’emergenza, siamo infatti fortemente preoccupati che l’orientamento prevalente sia quello di riaprire in blocco il settore scuola a settembre. Questa prospettiva per realtà come le nostre, che in gran parte sono costituite da imprese private, rappresenterebbe un danno gravissimo”.

Ciò che viene chiesto all’interno della lettera, sottoscritta anche dal Segretario del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio di Villa Fabris, Giovanni Giuliari, inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Ministeri competenti, è di optare per un distinguo in termini di riapertura tra le scuole di ogni ordine e grado, i master e le strutture che possano eventualmente erogare in ogni caso la loro formazione anche online e le realtà come le Accademie e i Centri di formazione il cui impianto didattico si regge in massima parte su attività di tipo laboratoriale riproponendo, di fatto, quanto si verifica all’interno di un’unità produttiva e di una bottega artigiana.

Il messaggio di Villa Fabris e delle altre realtà formative è stato veicolato con il prestigioso sostegno della Fondazione Cologni, realtà sostenitrice dell’alto artigianato e promotrice con ALMA del MAM – Maestro di Arte & Mestiere, il più importante riconoscimento italiano per i professionisti che hanno la missione di tramandare il sapere artistico e artigianale d’eccellenza del nostro Paese.

Coronavirus: incomprensibile rinvio dell’apertura delle imprese che operano nel restauro

In vista dell’avvio della fase 2, Confartigianato Restauro giudica incomprensibile la reiterazione del blocco dell’attività per le imprese del restauro. Parliamo di quasi 4.000 imprese e tra i 10.000 ed i 12.000 addetti del settore, fermi da due mesi e senza alcuna prospettiva di ripresa della loro delicata funzione di restauro dei Beni Culturali che sono tra gli asset del Pil del turismo culturale con un peso del 33% sul totale del Pil dell’economia turistica italiana.
Le imprese del restauro, operando prevalentemente in laboratori già disciplinati da norme molto stringenti sulla sicurezza sul luogo di lavoro o in spazi aperti, già lavorano in condizioni di sicurezza e si adeguerebbero comunque alle ulteriori indicazioni emanate dal Governo.
Bisognerebbe, altresì, sciogliere il nodo dell’appartenenza delle suddette imprese al codice ATECO 90.03.02 e considerati dall’Inail come codice 90 e riconosciuti come attività creative, artistiche e di intrattenimento e non come, a rigor di logica, sarebbe auspicabile nel codice ATECO 74 “Altre attività professionali, scientifiche e tecniche (74.9)” chiedendo di essere inseriti nell’elenco delle riaperture previste per il 4 maggio.
Confartigianato Restauro confida in una pronta risoluzione della questione da parte del Governo di concerto con il Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, per evitare la dispersione di maestranze e la chiusura di imprese strategiche per la tutela e la conservazione dell’enorme patrimonio culturale italiano.

Confartigianato Imprese Veneto
COVID – 19 Illogico equiparare restauro e spettacolo. Intero impianto DPCM andrebbe cambiato oggi stesso 

Le imprese di restauro di beni culturali non potranno riprendere la propria attività da lunedì 4 maggio. Inquadrate principalmente con il codice Ateco 90.03.02 (ricompreso nella famiglia delle “attività creative, artistiche e di intrattenimento”) non risultano presenti tra i comparti dell’edilizia e dei lavori manutentivi indicati nell’ultimo DPCM emanato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte tra le prime attività a riaprire laboratori, cantieri e fabbriche.
Il governo si sta dimostrando illogico: sono stata contraria fin dal primo istante all’applicazione dei codici Ateco perché non sono una garanzia di sicurezza, ma danno semplicemente un indicazione sul settore merceologico di riferimento”, afferma l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan.L’attività del restauratore è equiparabile a quella dei cantieri edili, e al tempo stesso, per la sua stessa tipologia, è sicuramente a minor rischio di contagio rispetto a molte altre attività per le quali è stata consentita la riapertura”.
Quando si incappa in un errore così grossolano – continua Donazzan – si comprende che l’intero impianto del DPCM andrebbe cambiato oggi stesso: il settore del restauro è tra i più nobili e strutturati del grande comparto dell’edilizia e merita un intervento immediato per porre rimedio a questa discriminazione“.
Siamo d’accordo con la Presidente Donazzan quando dice che l’applicazione dei codici ISTAT non garantisce con sicurezza l’appartenenza ad un settore merceologico specifico anche in virtù del recente riconoscimento della professione da parte del MIBACT e del fatto che molte imprese del settore non hanno ancora attivato il codice istat specifico del restauro lavorando in settori complementari come edilizia, legno, lavorazione del ferro ecc.commenta il Presidente dei restauratori di Confartigianato Imprese Veneto Alberto Finozzi. “Per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro l’attività di restauro è stata classificata a rischio medio basso dal documento tecnico recentemente pubblicato dall’INAIL; l’ambiente di lavoro può essere quello del cantiere edile, chiaramente con una componente di rischio inferiore rispetto all’edilizia, ma anche un laboratorio artigianale” continua Finozzi.
Proprio ieri abbiamo chiesto a Confartigianato Imprese chiarimento in merito alla riapertura delle aziende di restauro proprio perchè il codice istat non era contemplato nel dpcm del 26 aprile. La questione è stata segnalata al Gabinetto del Ministro che si è subito attivato. Attendiamo al più presto notizie in merito“. Conclude Finozzi.

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