Quattro artigiani vicentini ottengono il prestigioso titolo di Maestri d’Arte e Mestiere: sono Giancarlo Busato, Simone Crestani, Piero Modolo e Diego Poloniato

Tra i 78 artigiani italiani che quest’anno hanno ottenuto il titolo di Maestri d’Arte ci sono anche quattro artigiani, di cui tre associati a Confartigianato Imprese Vicenza: Giancarlo Busato  di Vicenza (per la categoria Stampa d’Arte), Simone Crestani di Marostica (per la categoria Vetro/Cristallo), Piero Modolo di Creazzo (per la categoria Restauro e Conservazione) e Diego Poloniato di Nove (per la categoria Ceramica).

Istituito nel 2016 con cadenza biennale da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte in collaborazione con ALMA, Scuola Internazionale di Cucina Italiana, e con il patrocinio delle istituzioni più significative, tra cui Confartigianato Imprese, il Premio MAM – Maestro d’Arte e Mestiere  è un titolo indipendente che valorizza e promuove le categorie dell’Artigianato Artistico. Un tributo di grande prestigio ai “talenti viventi” che le rappresentano, un omaggio pubblico al saper fare, alla passione e al valore umano dei grandi Maestri, spesso sconosciuti, che con le loro mani sapienti tengono vivo lo straordinario patrimonio dell’artigianato di eccellenza, lo conservano e lo trasmettono alle future generazioni.

Nella speciale Commissione degli Esperti, a cui è stato demandato il delicato lavoro preliminare di individuazione delle candidature, è stata chiamata a far parte anche la dr.ssa Stefania Barsoni dell’Associazione Villa Fabris-Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, nonché Presidente europea della Femp.

In questo difficile momento storico, segnato dolorosamente dalla pandemia globale, i riconoscimenti sono stati consegnati in una cerimonia digitale efficace e brillante, che ha saputo creare uno “spazio” altamente evocativo di grande presa (disponibile sul sito www.maestrodartemestiere.it).

L’eccellenza vicentina è stata premiata grazie all’abilità, alla competenza e alla maestria di quattro artigiani d’eccezione:

Giancarlo Busato per la categoria Stampa d’Arte
In un palazzo cinquecentesco del centro storico di Vicenza ha sede da oltre 70 anni la stamperia della famiglia Busato, fondata nel 1946 da Ottorino, nonno di Giancarlo, che porta avanti la passione di famiglia e si occupa di calcografia e litografia con sistemi di stampa esclusivamente artigianali.
Nel corso degli anni, in bottega quasi nulla è cambiato: è il continuo passaggio di generazioni di artisti a scandire il tempo, dai grandi maestri del ‘900 come Tono Zancanaro, Alberto Viani, Giulio Turcato, Gina Roma, Pier Arman, Augusto Murer, Neri Pozza, Renato Guttuso, Mino Maccari, Virgilio Guidi, Remo Brindisi, Ernesto Treccani… per citarne solo alcuni, fino agli illustratori contemporanei. Ciò che rende unica la Stamperia è proprio la speciale alchimia, un rapporto di intesa perfetta che si crea tra stampatore e artista nella realizzazione di un’opera. Ma il maestro stampatore ama diffondere l’emozione che si vive alzando dai torchi un foglio di carta che, a seconda della tecnica scelta, diventerà una litografia, incisione o xilografia: si definisce “stampatore errante”, perché sempre in viaggio per scoprire nuove culture, volti, storie e tecniche, e per portare la stampa d’arte nel mondo, con l’entusiasmo che lo caratterizza.

Simone Cestani per la categoria Vetro/Cristallo
Simone Crestani è uno dei più interessanti e originali maestri del vetro della scena italiana e internazionale. Nasce nel 1984 a Marostica e fin da giovanissimo è affascinato dalla magia del vetro incandescente, di cui inizia a imparare i segreti nella bottega del noto maestro soffiatore Massimo Lunardon. Conosce e frequenta le fornaci dei grandi muranesi ma ben presto mette a punto il suo stile personalissimo, specializzandosi nella lavorazione del vetro trasparente borosilicato e aprendo nel 2010 l’Atelier Crestani, dove continua un originale lavoro di ricerca e innovazione. Le poetiche e scultoree creazioni di questo talentuoso maestro, dall’impatto estetico sempre molto forte, emozionano e sorprendono per la straordinaria fantasia e potenza espressiva. L’infinita varietà della natura, delle forme vegetali e animali ispira il suo mondo magico, celebrazione della leggerezza e della trasparenza, in forme sempre nuove e originali di cristallina purezza e suggestione. Simone Crestani lavora il vetro borosilicato trasparente a lume, con una modalità più scultorea rispetto alla tecnica tradizionale, cosa che gli consente di dar vita a opere anche di grandi dimensioni, ma molto preziose nella resa minuziosa dei dettagli. Nel suo universo poetico domina la meraviglia, ma l’invenzione fantastica non è mai disgiunta dall’eleganza e purezza assoluta della sua cifra stilistica. Specialità dell’Atelier Crestani sono i poetici e spettacolari animali in vetro trasparenti, colti con estremo realismo e minuziosamente descritti, e gli alberi dalle mille trasparenze luminose.

Piero Modolo per la categoria Restauro e Conservazione
Piero nasce a Santa Lucia di Piave (TV) nel 1950: figlio del pittore Bepi Modolo, frequenta la sezione pittura dello storico Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova. Focalizzandosi subito su quella che si sarebbe rivelata poi la sua vocazione, inizia nel 1968 a lavorare nel campo della vetrata d’arte presso un laboratorio artigiano di Verona, imparando i primi rudimenti del mestiere e appassionandosi delle tecniche rare e antiche.
Qui conosce grandi maestri contemporanei impegnati in cicli di vetrate artistiche, che lo aiuteranno a sviluppare il proprio stile e le proprie abilità. Nel 1994 decide di mettersi in proprio nel campo della vetrata, rilevando il Laboratorio Caron Vetrate Artistiche,  occupandosi di progettazione, design e per la prima volta anche di conservazione e restauro.

Diego Poloniato per la categoria Ceramica
Diego vive a Nove (VI), cittadina veneta storicamente votata alla produzione ceramica, dove si è diplomato presso l’Istituto d’Arte per la Ceramica Giuseppe De Fabris. Dal 1990 lavora in proprio come maestro ceramista avvalendosi dei preziosi consigli e dell’esperienza del padre Domenico, grande protagonista della ceramica novese. Le sue mani plasmano la terra con vigore e dolcezza, creando grandi scene epiche o piccoli soggetti zoomorfi. Tutte le opere sono eseguite con semirefrattari ad alta temperatura greificati e trattati con ossidi puri. Diego sa usare l’argilla in tutte le sue sfumature, con ossidi e ingobbi per colorare, ottenendo così morbidi passaggi di colore per dare alle sue opere la delicata tonalità delle terre venete. Ogni pezzo che esce dal suo atelier è unico in quanto per l’esecuzione non ricorre a forme o stampi già predisposti; è tutto frutto della fantasia, dell’estro e dell’inesauribile creatività, unita a una manualità straordinaria. La tecnica usata si basa soprattutto sugli impasti di varie colorazioni utilizzati e composti insieme per ottenere gli straordinari effetti cromatici tipici dei suoi pezzi.

Tutti i premiati hanno ricevuto come riconoscimento tangibile dell’onorificenza una medaglia creata appositamente da un gruppo di talentuosi allievi della Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, con un significato altamente simbolico: al centro una giovane donna, allegoria dell’Italia, con le ali fra i capelli che rappresentano la dinamicità, la capacità di elevarsi oltre il consueto, l’intelligenza e la creatività. Le onde rappresentano il mare delle nostre coste; le basi archetipiche e culturali dell’Italia che divengono ideale forza motrice degli ingranaggi da cui nasce l’innovazione. All’interno dell’ingranaggio un dodecaedro, simbolo dell’ingegno e del talento. L’orecchino a fiore e gemme, ricorda le Arti e l’Artigianato di qualità. Intorno una cornice di foglie di olivo, segno di sapienza e forza, rappresenta anche un elemento importante della cultura enogastronomica italiana.